06/20/2017 - 5:25pm      17:25

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IL FASCINO DEI FUOCHI IN CIMA ALLE MONTAGNE


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La terza domenica dopo Pentecoste ardono le cime delle montagne nei dintorni di Bolzano. Un’immagine davvero impressionante. In tutto il Tirolo storico, inclusa la regione austriaca, vengono accesi i falò che splendono da una cima all’altra e che richiamano un vecchio voto.

Nel 1796 il Tirolo fu costretto a combattere contro i francesi, perché così fu stabilito dall’Impero: difendersi in caso di guerra. Completamente impreparata, la popolazione fu costretta a difendersi senza sapere cosa fare. I credenti cercarono di rendere clemente il cielo con un giuramento. Giurarono fedeltà al cuore di Gesù, poi si avviarono alla guerra e vinsero. Da allora, soprattutto giovani del Nord- Sud- e Welschtirol, scalano le montagne nella domenica del Sacro Cuore. Sperano che il tempo sia bello e al crepuscolo accendono i falò sulle cime. Partecipano i tirolesi conservatori così come chi vuole solo godersi il fascino di quella notte e che adora festeggiare.

I fuochi del Sacro Cuore, però, non nacquero dal nulla nel 1796. In realtà risalgono alla vecchia tradizione del solstizio d’estate, che illumina sin dai tempi remoti la notte più corta dell’anno. Il Cristianesimo ha interpretato questi falò conferendo loro il significato di fuochi di San Giovanni. Dovevano tenere lontano il male, i temporali ma anche i demoni e portare fortuna alle popolazioni montane. Sotto il regime fascista i falò furono proibiti severamente, come tutto quello che aveva a che fare con la cultura popolare, la tradizione e la lingua tedesca. Per questo motivo ancora oggi i falò sulle montagne vengono interpretati in parte come una dichiarazione politica per l’indipendenza. Nel 1961, nella notte del Sacro Cuore, furono fatti saltare in aria alcuni tralicci dell’alta tensione dai movimenti secessionisti per, dissero, far conoscere al mondo il “Südtirol Problem”. Oggi questa dimensione politica dei fuochi viene condivisa solo da alcuni settori della popolazione.

Accanto alle cataste di legno che ardono, ci sono composizioni artistiche ad olio, preparate sul terreno e poi accese nella notte, e scritte rimandanti a varie simbologie. I falò accesi in montagna svolgevano anche una funzione pratica ai tempi in cui non esisteva la telefonia. Servivano alla comunicazione a lunga distanza. Oggi riuniscono per una notte le persone che vogliono festeggiare tra le montagne illuminate.

(di Renate Mumelter - Foto: IDM Südtirol / Frieder Blickle - Archivio Guenther Obwegs) 


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