05/20/2017 - 4:31pm      16:31

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I FURTI D'ARTE DURANTE LA GUERRA NEGLI SCATTI AL FOTO FORUM


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L’esposizione “Adamo ed Eva in Sud Tirolo. Tesori artistici fiorentini durante la seconda guerra mondiale in Alto Adige” al foto forum di Bolzano mostra, sulla base di materiali fotografici e filmici dei National Archives di Washington, l’allogamento e la messa in custodia delle opere nei depositi di San Leonardo in Passiria e nel castello di Neumelans a Campo Tures.

Negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, fra l’agosto 1944 e il maggio 1945, in Alto Adige fu custodita una quantità inimmaginabile di capolavori della storia dell’arte. Varie centinaia di dipinti e sculture provenienti dagli Uffizi e da altri musei fiorentini, fra cui opere di Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Lukas Cranach, Botticelli, Donatello, Caravaggio, Lorenzo Lotto, Tintoretto, Roger van der Weyden, Albrecht Dürer e Rembrandt, furono trasferite dal reparto militare tedesco per la tutela del patrimonio artistico (Deutscher militärischer Kunstschutz) nell’ex-palazzo di giustizia di San Leonardo in Passiria e nel castello di Neumelans, a Campo Tures.

Per la loro posizione defilata all’interno della Zona d’operazioni delle Prealpi, questi luoghi erano considerati dagli esperti d’arte nazionalsocialisti come depositi relativamente sicuri rispetto ai quotidiani attacchi degli alleati, che si facevano di giorno in giorno più vicini. Fra l’8 agosto e il 9 settembre 1944 il reparto trasferì dalla Toscana in Alto Adige 37 carichi d’autoarticolato con opere d’arte di primo e primissimo rango. A parte poche eccezioni, dopo il crollo del Terzo Reich le opere furono recuperate dagli americani e riportate a Firenze nel luglio 1945.

I depositi sudtirolesi furono stazioni intermedie di un furto d’arte organizzato su incarico dei vertici nazisti, o invece quelle del reparto per la tutela del patrimonio artistico erano misure volte a mettere in salvo gli inestimabili tesori e beni artistici italiani? Ad oggi gli storici forniscono risposte controverse a questa domanda: quelli tedeschi tendono a porre l’accento sull’azione di salvataggio, mentre gli storici italiani e americani denunciano invece perdite, appropriazioni indebite e furti di preziosi beni culturali. Il sistematico furto di opere d’arte da parte dei nazisti, un’impresa senza precedenti – i ricercatori di opere trafugate stimano che nei territori conquistati furono rubati fra i tre e i cinque milioni di oggetti artistici –, rendono il sospetto perlomeno legittimo.


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