03/17/2017 - 10:38am      10:38

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IL MONDO DEL VINO IN MOSTRA


Ritratto di Mavi
Mavi
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È stata inaugurata ieri a Castel Mareccio l'edizione numero 94 della Mostra dei Vini, la rassegna dedicata all'eccellenza della produzione vinicola locale. Tutte da degustare, sono oltre duecento le etichette tra vini bianchi, rossi e bollicine. Alla Mostra sono presenti trentotto cantine altoatesine che per l'occasione espongono e presentano il meglio della loro produzione. Tra gli stand nella splendida cornice dell'antico castello, si possono scoprire delle vere chicche. I produttori invitano a soffermarsi, presentano i vini di punta e riempiono calici. Thomas Bernardi della Cantina di Bolzano non ha dubbi quando deve proporre i vini che più rappresentano il territorio bolzanino. In bella mostra ci sono il Lagrein Taber Riserva e il Santa Maddalena Classico Huck am Back. Quest'ultimo prende il nome dall'omonimo maso sulla collina Santa Maddalena, con una tradizione vinicola di oltre sei secoli. Tra quelli da non perdere, Thomas segnala il Sauvignon riserva 2014 e lo Chardonnay riserva 2013. Entrambi, spiega, con una particolarità. A differenza del resto della produzione affinata in botti di acciaio, per questi due vini la fermentazione e la vinificazione avviene in botte di legno per circa dodici mesi. Si abbinano con piatti strutturati e con la carnagione bianca. Altri bianchi e rossi attendono di essere degustati addentrandosi nelle sale del castello e ad ogni banchetto si è certi di scoprire una storia, una nota distintiva, un profumo unico. Elena Francia di Castel Sallegg con una punta di orgoglio presenta il Chorus Madrigal, un vino intenso color rubino, una sintesi perfetta di due varietà di uve rosse: il Merlot e il Cabernet. O ancora la cuvée "Ars Lyrica" in cui convergono ben quattro varietà di vini bianchi, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio.

Ad arricchire l'offerta dei vini, non poteva mancare l'appuntamento con il cibo. Una capatina al piccolo mercato degli allevatori e produttori locali con i prodotti di qualità del presidio Slow Food è una vera scoperta. Cibi fermentati, il pane di segale della Val Venosta, verdure antiche e rare. E poi i formaggi della Valle Aurina oppure quello prodotto da Agi in Val di Gresta dall'allevamento di una varietà di capra che rischiava di scomparire. E ancora tutti i prodotti derivati dalla "pecora con gli occhiali" (Brillenschaf), la più antica razza ovina dell'Alto Adige.

Il presidio Slow Food è anche promotore durante le giornate della rassegna di seminari e laboratori a tema. Momenti di approfondimento aperti agli addetti del settore e a chi semplicemente vuole saperne di più. La prima giornata ha visto la partecipazione di Fabio Giavedoni, curatore Slow Wine, che ha presentato un excursus storico e una degustazione guidata dei vini più importanti ottenuti con uve schiava. Un percorso sensoriale che parte da Bolzano con l'anteprima di tre vini dell'annata 2016 del Pfannenstielhof, della Cantina di Bolzano e della Tenuta Ansitz Waldgries fino ad arrivare all'eleganza della produzione di Caldaro.

Gli appuntamenti e le degustazioni proseguono anche oggi e sabato 18 marzo. Il programma dettagliato è disponibile qui.


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