03/16/2017 - 11:12am      11:12

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DOVE NASCE IL SAUVIGNON


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Il sauvignon è di moda. Guardatevi intorno. Più dello chardonnay e del pinot bianco, che pure in regione è il vino bianco su cui i vignaioli puntano di più. In val d'Isarco e in val Venosta abbiamo il Kerner, il Riesling, attorno a Bressanone anche il Veltliner e il Silvaner. Vini aromatici, che guardano a nord e affondano le radici dentro terre magre e minerali. Sono vini che da almeno due decenni conquistano le guide di tutta Italia. E non solo. Bianchi fantastici.
Il sauvignon, tuttavia, è un vitigno internazionale. Lo troviamo in Francia, che ne è la patria, in Cile ed Argentina, in California, Australia e Nuova Zelanda, dove si produce il mitico Cloudy Bay. 
Perché proprio il sauvignon? Perché ha uno spettro ricchissimo di aromi: ci senti ortica, foglia di pomodoro, sambuco, peperone, erba tagliata...Ma non basta. Ci vuole acidità, mineralità e sapidità. Se scorre facile il vino non ha nerbo. È molle, senza scheletro. Se è troppo grasso stufa presto e pesa sul palato.
Tre cantine altoatesine dalle uve di sauvignon ricavano dei vini eccezionali, oltre all'ormai celebre Quarz di Terlano, già pluripremiato da pubblico e critica. Sono Castel Salegg, Obermoser e Waldgries. Cantine che sono altrettanti gioielli, botti vecchie e muri nuovi, cemento e vetro, legno e pietra. E tutte tre tengono vigne in Oltradige, tra il comune di Appiano e quello di Caldaro. Perché? Siamo sul Monte di Mezzo, un lembo di terra lasciato dai ghiacci. Porfido rosso che divide la Bassa Atesina in due parti. Da queste parti gioca un  ruolo fondamentale l'escursione termica. Caldo di giorno e fresco di notte, il che vuol dire conservare la freschezza e garantire gli aromi. Castelli e vigneti per uno spettacolo mozzafiato.
Vinificano in purezza le tre cantine, solo sauvignon al 100%. Alla mostra dei vini a castel Mareccio di Bolzano si potranno degustare varie annate messe una di fronte all'altra. “Verticali”, degustazioni che consentono di valutare la storia di una vigna. Mettono fianco a fianco un 2007 con un 2010, oppure un 2012 con un 2015 e se ne colgono le differenze. È come fare un viaggio nel tempo. Riconoscere clima e terra, e il lavoro dell'uomo, sempre un po' diverso di stagione in stagione.
 

(di Fabio Marcotto Foto: Cantina Obermoser / Tenuta Castel Sallegg / Tenuta Waldgries) 


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