03/07/2017 - 12:54pm      12:54

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FELDMAN E COURVOISIER, VIRTUOSISMI DA BRIVIDI


Mattia
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1
4.25
Overall rating
Musica
4.6
Improvvisazione
3.9
Atmosfera
4.2
Pubblico
4.3
Italiano

Torna a Bolzano lo straordinario duo composto dal violinista statunitense Mark Feldman e dalla pianista e compositrice svizzera naturalizzata newyorkese Sylvie Courvoisier. I due si sono esibiti ieri sera al Carambolage dove hanno portato la migliore musica cameristica contemporanea, ipnotizzando il pubblico con virtuosismi da brividi.

Spaziando tra variegate cromature di timbri e sonorità, violino e pianoforte a coda, in una fusione da pelle d’oca, stordiscono, inebriano e magnetizzano allo stesso tempo, stupendo gli spettatori con inusuali e imperdibili creazioni musicali e una performance di grande intensità e di fervida evocazione sonora.

Le composizioni sono per la quasi totalità della pianista Courvoisier. Come la “Dunes” e “For Alice”, dedicata ad Alice Coltrane, moglie del sassofonista e compositore jazz John Coltrane. E poi ancora la serie di “Time Gone Out” che i due traducono come “Crazy time” o “Tempo loco” (premiate dal Chamber Music America nel 2016), per finire con alcune composizioni dello stesso Feldman.

Courvoisier al pianoforte e Feldman al violino. I due musicisti giocano con impressionante naturalezza e suonano in modo non convenzionale, creando sonorità del tutto peculiari e dal timbro impregnato di modernità. Fanno sembrare semplice il complesso intrecciarsi delle due personalità strumentali che, invece, è di una altissima qualità tecnica.

Feldman, che si presenta sul palco assolutamente informale in scarpe casual e jeans strappati, dà voce alle corde con archetto e arpeggi, lanciandosi in funambolismi alla Paganini. La Courvoisier, solo per citare alcune tecniche, percuote direttamente le corde del pianoforte o le stoppa per attutirne le vibrazioni. L’esibizione è caratterizzata da un virtuosismo estremo, assolutamente unico, quasi avanguardista e pionieristico, in cui si uniscono alla perfezione l’impostazione musicale classica e la libertà tipicamente jazzistica, generando un ensemble unico nel suo genere, dove la creatività osa al limite degli schemi musicali consolidati.

E poi il gran finale: l’esternazione di Feldman che, alla fine del concerto, commenta: “It was fun”.

(Foto: Carambolage) 


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