01/30/2017 - 2:21pm      14:21

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SUI PATTINI CON GRINTA, È PASSIONE ROLLER DERBY


Ritratto di Mavi
Mavi
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In una palestra, in un grande parcheggio o nel cortile di un magazzino sfitto. Un nastro colorato traccia il percorso e qualunque spazio si può trasformare in una pista per un allenamento di roller derby. Hanno iniziato così a Bolzano quattro ragazze appassionate di questo sport. Dopo la chiusura di un grande negozio in zona industriale, si davano appuntamento nel parcheggio deserto per imparare a pattinare fianco a fianco e a superare l'avversario. Il roller derby ha regole semplici. Sono sufficienti i classici pattini a rotelle e una buona dose di grinta per iniziare. È anche uno sport praticato soprattutto da donne e a Bolzano ha raccolto negli anni sempre più adesioni, tanto che cinque anni fa è nata la squadra "Alp'n Rockets", i razzi delle Alpi, una delle ventuno squadre ufficiali in Italia.

Le regole, dunque. Cinque giocatrici per squadra si sfidano all'interno di una pista ovale, chiamata track. Ogni partita dura un'ora ed è suddivisa in sessioni di circa due minuti. Quattro di loro (le blocker) cominciano a pattinare spalla a spalla, seguite dalle altre due (le jammer) che devono superare il gruppo avversario che tenterà di ostacolare loro il passaggio con ogni mezzo. La missione delle jammer è di compiere un giro intero e riposizionarsi dietro il gruppo delle compagne. Per ogni blocker superato si guadagna un punto e, dopo un'ora di gioco, vince la squadra che ne totalizza di più.

«Ogni azione dura solo pochi minuti e sei costretto a dare il massimo. È uno sport di spettacolo e di contatto e piace perché è aperto a tutti. Non servono particolari caratteristiche fisiche. Anzi. Non importa quanto pesi, se sei forzuta o gracilina. Puoi avere diciotto o cinquant'anni e giocare insieme nella stessa squadra», racconta Davide Bompede, allenatore della squadra bolzanina. Davide per tutti è "Goofy", dal nome del celebre personaggio Disney. «Perché all'inizio non riuscivo a stare in piedi sui pattini ed ero goffo come Pippo», ammette sornione. Nella squadra tutte le giocatrici hanno un nome in codice, una sorta di alias di battaglia. «È l'essenza del roller derby», spiega Marina "Bad Meena" Baldo, nel team da tre anni. Poi ci sono le compagne "Betty Burp", "Gin Demon" e "Blondy Mary", per citarne alcune. 

«A scendere in pista è il tuo "altro io". Colpire l'avversario richiede un grande sforzo fisico – spiega Marina – e all'inizio non credi di riuscire. Con una buona preparazione atletica, poi, realizzi che non sei così fragile. È uno sport che allena, per usare una metafora, anche a prendere colpi nella vita».

Foto: Alp'n Rockets


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