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L'AUTUNNO È FATTO DI CASTAGNE


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Non è molto alto, ma è imponente, 11 metri di circonferenza, con la corteccia bitorzoluta e ruvida, contornata da rami che si innalzano verso il cielo. Il castagno che si trova in centro a Cornedo ha circa 1000 anni ed è un impressionante monumento naturale. Si trova su un prato scosceso tra la vecchia locanda e la chiesa, e sovrasta l’intero paese dove, pare, sia esistito da sempre. Se potesse parlare non basterebbero secoli per raccontare la sua storia. Pur essendo vecchio e perdendo qualche ramo marcio ogni tanto, l’albero non ha mai perso la sua vitalità. Ogni primavera fiorisce e in autunno mostra fiero le sue castagne.
 
I bambini del posto adorano arrampicarsi tra i suoi rami dopo la scuola. Le castagne sono parte integrante della vita contadina altoatesina, e sotto forma di caldarroste riscaldavano
le mani durante le fredde sere invernali. Dalla farina di castagne venivano ricavati pane, focacce e torte. Una volta ogni fattoria aveva i suoi castagni e ancora oggi i contadini sono molto gelosi dei loro frutti, destinati ad arricchire la loro tavola o ad essere venduti al mercato per arrotondare il budget familiare.
 
La castagna era molto diffusa anche in altre regioni italiane, nel Veneto, nel Piemonte, nella Lombardia e nella Toscana. Ne è testimone il castagnaccio, un dolce fatto di farina di castagne, acqua, olio, zucchero e nella versione ricca con uvetta, pinoli e rosmarino. Nasce inizialmente, come la maggior parte delle ricette tradizionali, come piatto povero del mondo contadino. In passato correva voce che le foglie di rosmarino fungessero da elisir d’amore, facendo innamorare le ragazze. A Bolzano si può ancora trovare il vero castagnaccio, per esempio alla pasticceria Bartolomei in Via Torino 28.
 
Quando anche la gente di montagna ha iniziato a vivere con maggiore agiatezza, la castagna ha perso sempre di più il suo valore di “grano dei poveri”. Grazie al turismo è stata riscoperta e sono tanti gli austriaci e tedeschi, ma anche i lombardi o i veneti che fanno rotta verso l’Alto Adige durante i fine settimana per godere di una tipica castagnata, il cosiddetto “Törggelen” in dialetto sudtirolese.
 
Le castagne invece si chiamano“Ketschn”. Meglio consumate in un maso, i “Buschenschank” o nelle osterie tipiche. Nessuna castagnata è completa senza il vino novello e altre pietanza contadine come gli Schlutzkrapfen (ravioli sudtirolesi), le costine con il Sauerkraut - i crauti, i canederli e, per i veri golosi, gli Strauben, un dolce a base
di pastella fritta con marmellata di ribes. Quando poi fuori c’è la tempesta e l’inverno è alle porte, tutto è ancora più buono.

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