09/04/2015 - 6:49pm      18:49

Tu sei qui

CON CALMA E PIACERE - Professioni dimenticate: il costruttore di pipe


redazione-it
0

3050

0

3
Italiano

La calda luce del pomeriggio accende i pochi pezzi unici di una vetrina minimalista. Più lontano si intravede un banco da lavoro, appena dietro ad un grande tavolo vetrina. Sulla porta vetro del negozio si legge: Atelier della pipa Bertram Safferling. Nell’aria c’è un tenue profumo di tabacco dolce da pipa. Bertram Safferling porta un robusto grembiule di cuoio. Nella mano destra tiene una pipa accesa, simbolo della sua vocazione artigiana. La sua è una professione in estinzione. Da trent’anni Safferling, laureato in design industriale, costruisce pipe, tutte fatte rigorosamente a mano. Sulla mensola centrale di una vetrinetta tiene un vero tesoro. Una pipa realizzata lavorando il legno di un larice di settemila anni fa, trovato in una palude. Chi la prende in mano rimane sorpreso dalla leggerezza di questo oggetto unico nel suo genere e sente nello stesso tempo “il peso” del tempo, il fascino dei millenni che la pipa porta dentro di sé. Le pipe tradizionali e le loro forme, come per esempio Billard o Dublin vengono dall’Inghilterra. Negli anni Cinquanta del Novecento i danesi svilupparono la tecnica delle pipe free-hands, che prendono forma dalla struttura del pezzo di legno di radica che serve a realizzarle. Infatti è il legno di radica la materia prima per eccellenza delle pipe. Di più: solitamente è la radice Bruyère, una pianta della famiglia delle eriche arboree, radici vecchie di oltre trent’anni, di provenienza sarda o corsa. Con la radica è come con il vino, racconta Bertram Safferling. Ci sono annate buone e annate meno buone. A volte s’inizia una pipa e si intuisce immediatamente la sua futura forma, a volte bisogna ricominciare diverse volte finché si trova il pezzo di legno adatto. Certamente non è un lavoro per chi ha poca pazienza. Per fare una pipa ci vuole calma, come del resto per fumarla. Un fumatore di pipa non inala, aspira piano, trattiene il fumo in bocca prima di espirarlo per gustare il sapore del tabacco sulla lingua, sente il piacere tattile della pipa in mano, si prende tutto il tempo necessario. “Godimento puro“, secondo Bertram Safferling. Le pipe più semplici, fatte nell’atelier della pipa, costano 80 euro; i modelli free-hand con venatura straight-frame o cross-frame con bird-eyes possono costare anche 400 euro e fanno diventare lucidi gli occhi degli appassionati. Sono lisce al tatto, leggere e la loro venatura fa di ogni pipa un autentico pezzo unico. I bocchini per le pipe di Safferling sono fatti di caucciù, fornitogli dall’ormai unico produttore a livello mondiale, la „New York Hamburger Gummi-Waaren Company“. Bocchino e fornello della pipa devono incastrarsi alla perfezione. Un lavoro di grandissima precisione, quasi chirurgico. Importante nella costruzione di una pipa è la collocazione dell’apertura della canna fumaria. Deve trovarsi nel punto più basso all’interno del fornello e deve congiungersi alla perfezione al cannello del bocchino. E’ come la costruzione di una galleria in miniatura. Altra cosa fondamentale: Più lungo è il bocchino, più secca è la pipa. Una volta data la forma, si passa alla levigatura, con sei o sette passate. Alla fine la pipa viene lucidata con della gommalacca o dell’olio. Sono diversi strati, e ognuno deve asciugare almeno 24 ore. Per finire poi la pipa viene sigillata con cera di Carnauba. A un vero appassionato serve comunque più di una pipa. Sono oggetti che hanno bisogno di riposo e ci sono pipe per ogni occorrenza. La pipa della mattina per esempio con fornello piccolo, la pipa per la sera o da lettura con un fornello più grande. Esiste addirittura la pipa da teatro, tarata per durare giusto il quarto d’ora di pausa tra un atto e l’altro.


Sponsored ads


Search

Form di ricerca


Ultime Notizie


Latest Tweets