06/07/2016 - 4:55pm      16:55

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CAPOLAVORI A PENNA BIC, L'ARTE DELL'INCHIOSTRO DI MATTEO FELLONI


Ritratto di Mavi
Mavi
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Italiano

Quando è all'opera gli basta solamente un foglio e una penna biro, ma non scrive mai nulla. Realizza dei disegni che a guardarli sembrano delle fotografie. I tratti sottili formano una trama fitta e l'inchiostro da' forma alle immagini in un gioco di chiaroscuri.

Si definisce un iperrealista in continua evoluzione l'artista bolognese Matteo Felloni. La classica "bic" per lui non è solamente una famosa penna a sfera. A rendere unica la sua arte, l'utilizzo di penne biro di soli 4 colori: nero, blu, rosso e verde. Il tutto abbinato a una buona dose di pazienza e precisione estrema. Volti comuni, personaggi del cinema, uno scorcio di città. L'ispirazione è ovunque e viene catturata dalla punta della sua penna. Non manca qualche autoritratto, rigorosamente con una bic in mano. A Bolzano alcune sue opere sono esposte al bar "Tiffany" in piazza della Vittoria, dove un anno fa è stata allestita una mostra personale dell'autore.

«Mi piace disegnare su grandi superfici, il mio quadro più grande è alto due metri – racconta l'artista – il tempo in questo caso non mi basta mai, perché impiego fino a 300 ore per terminarlo».

Prosegue: «La mia arte richiede pazienza e pignoleria. Se sbagli devi necessariamente stracciare il foglio e ricominciare. I miei sforzi però sono sempre ripagati. Mi piace quando, davanti ad una mia opera, qualcuno esclama "Ma è una foto?"».

La bic, rivela l'artista, si presta bene alla sua tecnica. «È uno strumento economico ed è molto conosciuta. E poi mi piace come scivola sul foglio. Spesso mi chiedono quante penne consumo per ogni quadro. Le bic durano molto, ad esempio per un quadro di due metri esaurisco 4 biro. Certo, dipende anche dal disegno».

Chino su un foglio di carta, Matteo disegna quasi sempre alle prime luci dell'alba. «Parto da una fotografia e disegno a matita stando attento alle proporzioni. Poi con la penna. Il mio tratto all'inizio è sempre leggero, compongo un'infinità di piccoli trattini, uno di fianco all'altro, con diverse inclinazioni che sovrapposte danno una trama fitta più scura».

Matteo sceglie con cura gli scatti da cui iniziare, studia le inquadrature e si lascia ispirare. Ha un legame vivo con Bolzano, che ha scelto per un progetto al quale sta lavorando e che non vuole ancora svelare. «Bolzano mi piace molto, alcuni scorci mi hanno molto colpito. La luce, i vicoli, i palazzi. Quando li ho rivisti dal vivo, dopo averli disegnati, è stata una bella sensazione».

(Foto Matteo Felloni)


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