03/30/2016 - 7:17pm      19:17

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SBOCCIA LA PRIMAVERA IN CITTA' CON 32 MILA PIANTINE DI FIORI


Ritratto di Mavi
Mavi
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In via Rio Molino il via vai di camioncini bianchi è continuo. Nella stradina a ridosso del quartiere Gries il lavoro è frenetico, 38 giardinieri comunali sono all'opera per portare la primavera in città. Partono dalla giardineria comunale carichi di piantine e si sparpagliano nelle sei zone in cui Bolzano è stata suddivisa, senza trascurare nessuna aiuola. Sistemano piantine che subito saltano agli occhi. Aiuole e fioriere cariche di colore, di viole arancioni e gialle, nemesie, anemoni e papaveri non solo rossi. Nulla viene lasciato al caso. Un lavoro enorme che comprende, oltre alla rimozione delle erbacce, anche la potatura delle piante e l'apertura delle fontanelle. A gestire questa tribù operosa c'è la direttrice Ulrike Buratti. Sotto la sua attenta supervisione, più di 32000 piantine vengono ordinate con cura in oltre cento aiuole sparse tra centro e periferia.

«Ci muoviamo con grande anticipo – commenta la direttrice – le piantine vengono acquistate un anno prima da ditte locali. Il ricambio avviene tre volte l'anno e per quello primaverile si pensa soprattutto a riempire di colori la città dopo il grigio dell'inverno».

Ogni zona ha le sue priorità. «Si parte da quelle più in vista ad esempio intorno al ponte Talvera o nei pressi della stazione, si pensa ai punti cruciali come gli ingressi della città e le rotonde e così via. Il centro storico ha meno verde attrezzato rispetto ad altri quartieri, ma la cura che ci mettiamo è la stessa».

«Il nostro lavoro non passa inosservato – commenta la direttrice – non solo i turisti, ma anche i bolzanini apprezzano questi colpi di colore. Molti prendono ispirazione dalle nostre aiuole. Quando abbiamo introdotto i papaveri gialli, ad esempio, abbiamo notato che sono poi comparsi anche sulle fioriere dei balconi. Signore curiose ci telefonano per sapere che tipo di fiori abbiamo utilizzato e acquistarli a loro volta».

Nel quartier generale della giardineria le ultime piantine nelle serre attendono di essere prelevate. Fiori di diversi colori e varietà si andranno a mescolare creando accostamenti sempre nuovi. Ogni aiuola viene progettata in maniera originale e tutto è studiato nel dettaglio. A Katia Zanoner, geometra del comune specializzata in scienze naturali, spetta la scelta dei fiori e delle composizioni. Nel suo ufficio sono conservati faldoni con lo storico dei fiori piantati e le schede con le misurazioni di ogni singola aiuola. «Così non si corre il rischio di ripetersi», scherza Katia.

Sfoglia disegni di aiuole con indicazioni dettagliate su diametro e piantine da utilizzare. «In base al tipo di fiore e a quanto cresce vengono stabilite le quantità. Il primo criterio che seguo è il colore, poi le altezze dei diversi fiori per creare un gioco di verticalità. L'ispirazione viene al momento e mi reco sul posto per assicurarmi che tutto venga eseguito bene. È impensabile dare solo indicazioni sulla carta di numeri di piantine al metro quadro».

Ogni zona è pensata per essere valorizzata. Accostamenti forti, come il giallo e il blu o il rosso con l'arancio, fanno da contrasto ad aree urbane più grigie. Per altre invece sono pensate composizioni dalle tinte più tenui, partendo dal bianco all'azzurrino ad alcune sfumature di blu.

«In alcuni quartieri, quando il sole è alto, è bello vedere il papavero giallo muoversi al vento e riflettere la luce – continua Katia – ma la vera sfida è scegliere le piante adatte nei quartieri più in ombra. L'osteospermum, ad esempio, che si chiude di notte e si apre solo alla luce del giorno non andrebbe bene per la passeggiata di viale Europa, resterebbe sempre chiuso. Sul Talvera invece lo si può ammirare tutto il giorno».


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