03/17/2016 - 8:03pm      20:03

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QUATTRO RAGAZZI E UN'IDEA SMART: ARRIVA IL FESTIVAL DELL'ARCHITETTURA


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Mavi
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Non una fiera per specialisti del settore, ma un vero e proprio festival per celebrare l'architettura altoatesina.

Un'iniziativa originale che vedrà la prima edizione a Bolzano dal 18 al 21 maggio negli spazi dismessi dell'ex liceo Pascoli in via Longon, destinati a trasformarsi nel nuovo Polo Bibliotecario. Una celebrazione dell'architettura ideale, in particolare quella estemporanea "a tempo limitato", come recita il sottotitolo dell'evento. Ad organizzare il Baf – Bolzano/Bozen Architecture Festival ci sono quattro giovani bolzanini, tutti sotto i 30 anni.

«L'idea è nata durante una chiacchierata al bar - racconta sorridendo Matteo Graziosi, educatore e promotore dell'evento - avevamo pensato di indire un concorso di architettura, ma poi ci siamo detti che bisognava fare qualcosa per dare a tutti gli strumenti utili a giudicare le qualità dell'architettura».

L'architettura, prosegue, «Crea la scenografia della nostra quotidianità ma sembra essere un argomento di nicchia». Uno degli obiettivi del festival infatti, spiegano gli organizzatori, è sensibilizzare le persone a vedere il contesto urbano come un insieme di cui tutti fanno parte. «Al Baf mostreremo degli esempi di architettura, così anche chi non è appassionato potrà giudicare un qualsiasi progetto che riguarda la città», spiega Michele Degiorgis, studente di architettura ad Innsbruck e componente del gruppo di organizzatori.

Insieme a Matteo e Michele, collaborano a distanza anche Giulia Motta Zanin, pianificatrice urbanistica laureata a Venezia, e Marco D'Ambrogio, attualmente impiegato come architetto a Pechino.

Il festival è incentrato sulla temporaneità. Strutture e creazione di spazi che possono esistere solo per un determinato periodo. Il Baf stesso applica questo concetto: con i poster ancora affissi alle pareti e i corridoi vuoti, la scuola Pascoli fa da cornice ideale allo spirito del festival.

«Il Baf – continua Michele – è un utilizzo di uno spazio urbano destinato a sparire. Portiamo esempi semplici di tipi di architetture affascinanti, talmente funzionanti che acquisiscono un particolare valore. Vogliamo che ispirino altre idee su come utilizzare luoghi abbandonati in attesa di una riqualificazione».

Il programma è ormai abbozzato e Matteo svela qualche anticipazione: «Ci saranno mostre guidate, installazioni interattive, talks con ospiti speciali e workshops aperti a tutti. Le attività della mattina saranno rivolte alle scuole. Non solo momenti didattici, i ragazzi trasformeranno i pellet in arredo urbano oppure su un pannello si potrà ideare la città che un bambino si aspetta. Speriamo di trasmettere un'atmosfera di festa».


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