09/18/2018 - 12:05pm      12:05

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GLI ULTIMI BOTTAI


Anna Schenk
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Hanno sposato segretamente il vino, sono la fonte delle note affumicate, di tabacco, caramello o vaniglia e possono essere considerate un metodo di conservazione naturale: stiamo parlando delle botti in rovere, castagno o legno d’acacia.
 
A Ponte Adige, poco distante da Bolzano, il bottificio Mittelberger produce ogni anno da 80 a 100 grandi botti e fino a 500 barrique/barili, che poi partono alla volta delle cantine vini regionali, italiane, sudafricane, argentine, cilene, germaniche, austriache, francesi, spagnole o svizzere. L’azienda è stata fondata nel 1960 da August Mittelberger, padre di Peter, Markus e Konrad, attuali titolari che, negli anni, hanno protetto come un tesoro il know-how acquisito, facendolo confluire nei loro prodotti.
 
Ovali o rotonde, per la fermentazione o l’invecchiamento: come ha origine una botte made in Alto Adige? “Il legno viene acquistato da aziende forestali gestite in modo sostenibile in Germania e Francia. Quindi viene stoccato a Valas, nei pressi di S. Genesio, dove matura ed asciuga per tre/quattro anni”, ha spiegato Peter Mittelberger. La lavorazione finale avviene poi a Ponte Adige. “Dalle tavole di legno vengono ricavate le doghe per la botte, sottoposte successivamente a sagomatura, smussatura, assemblaggio e piegatura a fuoco. Quindi viene aggiunto il fondo, che va levigato ed eventualmente trattato in superficie”. Quest’antico mestiere artigiano, rimasto quasi inalterato negli anni, non ha perso nulla del suo fascino. “L’aspetto particolare delle botti in legno è la loro naturalità e versatilità: dopo un certo periodo, possono essere impiegate per la conservazione di aceto, birra, distillati o, semplicemente, come decorazione da giardino”.
 
Foto: Tiberio Sorvillo
 
 


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