01/18/2016 - 6:55pm      18:55

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LULU, LA PARABOLA DI UNA DONNA DI VITA


Ritratto di Mavi
Mavi
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Creata per diffondere sventura. Per sedurre, adescare, avvelenare. Per assassinare senza farsi accorgere. È così che nel prologo viene introdotta la protagonista Lulu nella celebre opera composta da Alban Berg negli anni Trenta.

Considerato uno dei più grandi capolavori musicali del Novecento, Lulu di Berg è un'opera che è stata raramente rappresentata in Italia. La versione proposta a Bolzano dalla Fondazione Haydn vede la regia affidata a David Pountney e la direzione d'orchesta di Anthony Negus. Un'opera di respiro internazionale resa interessante dall'allestimento dell'Opera Nazionale del Galles, che ha creato per lo spettacolo scenografia e costumi, e dalla partecipazione di artisti locali che si sono uniti al gruppo di cantanti della produzione originaria. La regia è stata adattata tenendo conto delle personalità nuove che hanno portato più energia all'allestimento. Un cast molto grande con 19 interpreti sul palco, oltre all'orchestra Haydn che ha eseguito le musiche dell'opera.

Lo spettacolo ha inizio con il sipario già aperto su un altro sipario blu, a voler rappresentare una sorta di teatro allestito all'interno dello spettacolo. Sulla scena, un'accolta di animali si muove come nella gabbia di un circo, di cui l'allestimento circolare della scenografia ne è un evidente richiamo. Il racconto delle vicende amorose di Lulu è reso anche da questa simbologia animale. Nel prologo i personaggi del dramma vengono presentati attraverso delle maschere che si lasciano ammirare in tutta la loro bellezza, come quella del coniglio o del coccodrillo ad esempio, e che ricompariranno sul finale cambiate, quando gli amori di Lulu saranno ormai corrotti.

Marie Arnet, la talentuosa soprano che interpreta Lulu, appare sulla scena per la prima volta come fuoriuscendo da una crisalide. Si mostra in tutta la sua sensuale bellezza ed eleganza e sarà la regina in tutti e tre gli atti della scena. Icona dell'immaginario erotico femminile e della seduzione fatale, la protagonista del dramma di Berg incarna gli scandali, gli amori sregolati, la vita dissoluta. La sua figura ancheggia sinuosa, valorizzata da lustrini e paillettes, mentre intanto si consuma la tragica spirale dei suoi intrecci amorosi. Lulu incanta con le sue movenze ed è capace di portare alla rovina, e perfino alla morte, i suoi amanti. Vittime ignare del suo fascino seduttore e troppo deboli per non soccombere al suo ascendente ammaliatore. Gli amori ormai consumati e disgraziati rimarranno sempre presenti sulla scena, rappresentati da cadaveri che pendono dall'alto della scenografia, mentre intanto si infittisce la trama complessa delle sue relazioni. Una parabola che va dall'ascesa sociale grazie alla protezione dei suoi amanti al graduale decadimento della sua condizione, fino a diventare una delle tante prostitute uccise da Jack lo squartatore.

Un'opera coinvolgente che disturba la morale borghese e che incontra il favore del pubblico più incline a lasciarsi provocare. Gli espliciti riferimenti sessuali, incluse scene di nudo integrale e scene saffiche, e la carica erotica che accompagna la figura di Lulu sono ingredienti peculiari dell'opera. Di grande rilievo sono l'allestimento e le luci ricreate da Mark Jonathan il più possibile simili a quelle dello spettacolo originario. La scenografia si colora di verde, rosso, bianco e si sposa armonicamente con gli abiti della protagonista, fino a raggiungere un tripudio di colori nel terzo atto.

L'orchestra accompagna la performance degli attori sul palco. Ha una strumentazione molto ricca che vede, oltre ad archi e fiati, anche la presenza della fisarmonica, strumento di origine popolare e presenza insolita in un'orchestra. Direttamente sul palco è anche eseguito a memoria un assolo di violino accompagnato dal pianoforte.

(Foto Benedetta Pitscheider)


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