05/17/2018 - 9:58am      09:58

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LO STREGONE, LA NINFA E L’ARCOBALENO AL LAGO DI CAREZZA


Andreas Vicinanza
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La primavera è tempo di escursioni, di gite e passeggiate nella natura. Tra le destinazioni da visitare si trova il lago di Carezza in Val d’Ega, nella provincia di Bolzano. Alimentato da sorgenti sotterranee, il lago è immerso nel verde degli abeti ed attira l’interesse di molti residenti e ospiti. Nelle sue acque si specchia l’imponente Latemar e in inverno, sommozzatori esperti si immergono nel lago. Tra le tante storie e leggende associate al lago, una in particolare ha catturato l’immaginazione di molti.

Secondo la leggenda, nel lago di Carezza viveva un tempo un’Ondina – una ninfa – che ogni tanto fuoriusciva dal lago per cantare sulle sponde, incantando i passanti. Tra le persone attratte dal suo canto si trovava lo stregone del Latemar, che decise di rapirla. In alcune versioni della leggenda perché innamorato della ninfa, in altre perché voleva estendere il suo potere malefico sull’area.

Lo stregone tentò molte volte di catturare la ninfa mentre si trovava sulla sponda del lago, ma l’Ondina si rituffava nelle sue acque, mettendosi in salvo. Dopo molti fallimenti, lo stregone utilizzò la sua magia, trasformandosi in una lontra per avvicinarsi senza destare sospetti. Gli uccelli del bosco iniziarono a cinguettare per avvertire la ninfa del pericolo, e così questa riuscì a sfuggirgli ancora una volta. Arrabbiato, ma non ancora sconfitto, lo stregone decise di rivolgersi alla strega di Masarè in cerca di consigli.

La strega lo persuase ad utilizzare l’astuzia: la ninfa non aveva mai visto un arcobaleno, e se lo stregone ne avesse creato uno, sarebbe uscita dal lago per ammirare questa creazione. Lo stregone, opportunamente travestito da mercante, le avrebbe offerto di spiegare cos’era questo fenomeno della natura. La ninfa, incuriosita, si sarebbe avvicinata al falso mercante e questo avrebbe così potuto rapirla.

Convinto che questa volta sarebbe riuscito nel suo malvagio intento, lo stregone creò un arcobaleno bellissimo, che come previsto attirò la curiosità di Ondina. Quando la ninfa uscì dal lago, lo stregone si avvicinò, dimenticando però di travestirsi da mercante. L’Ondina, vedendolo, capì che si trattò di una trappola e fuggì. In un’altra versione della leggenda lo stregone si ricordò del travestimento, ma i pesci del lago avvertirono la ninfa in tempo dell’inganno. Infuriato per il suo ennesimo fallimento, lo stregone strappò in mille pezzi l’arcobaleno e lo gettò nel lago, prima di ritirarsi nelle sue montagne. Ed è per questo che il lago, tutt’oggi, si tinge dei colori dell’arcobaleno. Per ricordare questa storia, una statua di bronzo che raffigura Ondina si trova sulla sponda del lago.

 


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