04/30/2018 - 12:06pm      12:06

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HCB, UNA STAGIONE INDIMENTICABILE


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Mavi
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Sono passati dieci giorni dalla straordinaria vittoria della squadra di hockey bolzanina HCB Alto Adige Alperia. Dopo un campionato sofferto, davanti a centinaia di tifosi che hanno seguito la squadra in trasfera a Salisburgo, i Foxes hanno vinto per la seconda volta la Ebel (Erste Bank Eishockey Liga). Dopo mesi di gare grintose e amare sconfitte, la squadra bolzanina ha tenuto duro per tutta la serie dei playoff, regalando ai suoi tifosi emozioni impagabili. Il calore della curva non è mancato in casa e durante le trasferte e in ultimo tutta la città si è stretta attorno alla squadra, per omaggiare durante una bella festa di piazza i suoi campioni. Dopo dieci giorni, a celebrazioni concluse, il capitano Alexander Egger fa il suo personale bilancio della stagione. Dopo oltre vent'anni passati sul ghiaccio della serie A, il trentottenne bolzanino lascia l'hockey nel modo migliore: riportando la coppa della Ebel a Bolzano e con il ricordo indelebile dell'affetto dei seguaci dell'HCB. Gli abbiamo chiesto quali sono i suoi progetti per il futuro e del rapporto speciale tra Bolzano e l'hockey su ghiaccio.

Da capitano della squadra come ha vissuto questa stagione appena conclusa?

Siamo partiti con aspettative molto alte, ma fino a dicembre non è andata così bene. Eravamo quasi sempre ultimi in classifica. Eravamo tesi e io, da capitano e unico bolzanino, ancora di più. Poi la situazione è migliorata: abbiamo cambiato allenatore (Kai Siukkanen ndr) e mentalità fino ad arrivare al successo a Salisburgo. È stato incredibile.

Al di là della vittoria straordinaria dell'ultima stagione, crede ci sia un rapporto speciale tra l'HCB e la città di Bolzano?

L'hockey ha una forte tradizione a Bolzano, anzi Bolzano è la città dell'hockey. La squadra si appresta a festeggiare gli 85 anni e il tifo non è mai mancato, sin dai tempi in cui il palazzetto era in via Roma. Sono molto orgoglioso e fiero di essere stato capitano della squadra.

Il Palaonda spesso al completo e in ultimo l'abbraccio della città durante la festa in piazza Walther: quali emozioni ha provato nel sentire il calore dei tifosi?

La curva è sensazionale: sono i migliori tifosi della nostra lega. Avere il classico “uomo in più” è stato decisivo in alcune partite. Infine la festa in piazza Walther, come nel 2014 quando abbiamo vinto l'ultima volta: non si vede spesso altrove un evento del genere. È stata un'emozione molto grande esibire la coppa sul palco. Da pelle d'oca. Sicuramente un ricordo indelebile.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Mi piacerebbe allenare. Non so se avrò subito il tempo da dedicare a questo nuovo compito; al momento non ci penso ma sicuramente rimarrò vicino alla società.

Le mancherà il ghiaccio del Palaonda?

Certamente. Mi mancherà anche lo spogliatoio e il rapporto con i miei compagni di squadra. Sarà diverso godersi le partite da tifoso, ma a 38 anni è giunto il momento di smettere e farlo in questo modo è stato strepitoso. Un privilegio che non sempre è concesso agli sportivi.

 

(Foto: Matteo Groppo)


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