12/28/2017 - 9:12am      09:12

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BOLLICINE DELLE FESTE


Martina Losi
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Italiano

Trovare un vino che si sposi con la portata che serviamo a tavola non è cosa da niente, soprattutto se parliamo di piatti tipici. Raffaele Fischetti, Presidente della Fondazione Italiana Sommelier per l’Alto Adige, è sommelier professionista da oltre dieci anni e a Bolzano organizza corsi e degustazioni. Abbiamo chiesto qualche consiglio per brindare con stile al nuovo anno.

Che vino predilige per un aperitivo in casa con gli amici?

Per un aperitivo preferisco un bianco leggermente aromatico, come il Kerner. È un vino scattante, fresco e gradevole.

Che vini si sposano bene con i piatti tipici dell’Alto Adige?

Un piatto tradizionale come la zuppa di gulasch si abbina bene con un rosso strutturato, dal sapore aromatico. A un piatto di canederli in brodo invece accosterei un rosso locale più leggero. Per esempio il Santa Maddalena, che prende il nome dalla collina ricca di vigneti che abbraccia la città di Bolzano, e il Lagrein.

Qual è lo spumante altoatesino perfetto per Capodanno?

Io consiglio lo spumante pas dosé. In questo vino si sente tutta l’essenza dell’uva.

E per il dessert?

Allo Strauben, un dolce tipico del periodo invernale, abbino un moscato rosa, dall’aroma fruttato. Un moscato giallo o un passito invece si accostano bene a una frollata di amaretti e arance, ma sono buoni anche con formaggi a media stagionatura. La mia passione, però, è un passito bianco dolce che viene dai vigneti di Cornaiano. È un vino aromatico, dal colore oro cristallino. Perfetto abbinato a uno Strudel o a una Apfelschmarren, la frittata dolce di mele.

Qual è la temperatura ideale per servire il vino?

Un bianco secco si serve a 8-10 gradi centigradi, un rosso più corposo anche a 13-17 gradi. Se il vino è molto invecchiato, come può essere un Lagrein del 1990, va servito a temperatura ambiente.

Quali sono i consigli del sommelier per fare bella figura a cena?

Durante le feste a tavola capita di stappare più di una bottiglia. Sarebbe meglio andare con ordine: prima i bianchi, poi i rosati e infine i rossi, sempre iniziando dai vini più leggeri, per proseguire con quelli più strutturati e corposi. Infine, non dimenticate che ogni vino ha bisogno del suo bicchiere.

Perché?

Il vino è vivo. Immagina un vino che è stato in bottiglia per vent’anni: si deve svegliare. Ha bisogno di riposare per una decina di minuti almeno, e più il vino è corposo e più ha bisogno di un calice ampio. Se si ha la pazienza di aspettare, allora ogni sorso ci racconterà una storia diversa.

Un'ultima curiosità. Qual è la sua ricetta personale per fare in casa il vin brulè?

Un litro e mezzo di pinot nero, tre stecche di cannella, 250 grammi di zucchero, dieci chiodi di garofano. E poi la frutta: due arance, meglio se biologiche e non trattate, un limone e una mela. E per finire, un pizzico di noce moscata.


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