12/15/2017 - 3:41pm      15:41

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ENGELE O BENGELE? IL MODO CURIOSO DI FARE I REGALI


Martina Losi
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Non c’è Natale senza "Engele Bengele". In Alto Adige una tradizione popolare vuole che tutti in famiglia possano tornare bambini: si tratta del famoso scambio di regali chiamato “Engele Bengele”. Questa tradizione altoatesina era praticata in passato soprattutto nelle famiglie povere in cui non era possibile scambiarsi molti regali. Oggi è diventata di uso comune, non solo in famiglia, ma anche tra amici e colleghi, per condividere un momento piacevole in compagnia.

Ecco come funziona l'“Engele Bengele”. Si raccolgono dei bigliettini coi nomi dei partecipanti in un recipiente. A turno, ognuno estrae a sorte un biglietto: il nome indicato è quello della persona per cui si preparerà il regalo di Natale. Chi prepara i regali è detto “Engele” - dal tedesco “Engel”, che significa angelo - e chi lo riceve è chiamato “Bengele”, in italiano “monello”. In questo modo ogni partecipante riceve un regalo. È importantissimo tenere segreto il nome estratto, per mantenere l’effetto sorpresa fino alla sera concordata in cui tutti si scambieranno i doni. Usanze simili sono praticate in tutto il mondo, ma l’origine della tradizione è europea e in vari Paesi è connessa alla tradizione cristiana e alla figura di San Nicola, il santo patrono dei bambini. Ad esempio negli Stati Uniti è nota come “Secret Santa” (Babbo Natale segreto). In Spagna, Portogallo e America Latina invece è usata la definizione “amigo segreto”.

Alcuni programmi permettono oggi di estrarre i nomi sul web, senza ricorrere ai classici bigliettini di carta. In molti poi partecipano ai Secret Santa organizzati su alcuni social networks, dove chiunque può scambiarsi i regali di Natale con sconosciuti da ogni parte del mondo, riceverli per posta e metterli sotto l'albero di Natale.


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