12/15/2017 - 12:01pm      12:01

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LE OTTO MONTAGNE DI PAOLO COGNETTI


Martina Losi
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Italiano

Con barba e capelli rossi a incorniciargli il volto e una camicia di flanella, Paolo Cognetti sembra appena uscito dalla sua baita per la presentazione del libro “Le otto montagne” al Centro Trevi, nell’ambito della rassegna “Un Natale di Libri”. Il vincitore del premio Strega si è prestato a un’intervista moderata dalla pittrice Lorena Monforti, davanti a un centinaio di persone.

“Le otto montagne”, ultima sua fatica letteraria, è una storia sull’amicizia tra un cittadino e un montanaro e sul legame tra genitori e figli. Il protagonista è un ragazzo di città che si porta nel cuore l’eredità di due genitori trentini, amanti delle Dolomiti ed emigrati a Milano appena sposati.

«Avrei dovuto essere un matematico, ma sono diventato scrittore», esordisce Cognetti. Per poi raccontare il suo amore per la letteratura, dapprima americana e poi anche italiana. Dopo aver volto lo sguardo alle montagne per anni solo nelle giornate più limpide, quando le Alpi sono visibili da Milano, dieci anni fa Cognetti si è trasferito nel paesino di Estoul in Val d’Aosta, una frazione di venti anime, in cui ancora oggi passa buona parte dell’anno.

«In montagna i cittadini hanno bisogno di una buona guida, ci vuole qualcuno che ti apra la porta, altrimenti il tuo sguardo resta in superficie». La sua guida è stata uno scrittore, Rigoni Stern, con la sua opera “Arboreto salvatico”, che lo ha accompagnato nelle sue prime escursioni. Amante dei duemila metri, Cognetti non ha mai lasciato davvero la città, di cui ama la vivacità culturale. «Non ho mai avuto il coraggio, ho paura di abituarmi alla montagna, invece voglio continuare a guardarla con meraviglia», racconta.

Foto: Azienda di soggiorno

 

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