11/19/2017 - 12:26pm      12:26

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IL (VERO) SENSO DELLA VITA DI EMMA


Mavis Bild
Mavi
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636

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1
3.60
Overall rating
Allestimento
3.0
Luci
3.5
Soggetto
4.2
Interpretazione
3.6
Pubblico
3.7
Italienisch

È un viaggio molto lungo: 180 minuti di spettacolo alla ricerca del vero senso della vita di Emma. È un viaggio a ritroso. Stando al titolo, ci si aspetta di vedere ben presto Emma sulla scena, di conoscere questo misterioso personaggio. E invece la storia parte da lontano, dai magnifici anni Sessanta quando i genitori di Emma si conoscono. Ma è anche un viaggio che, se ci si abbandona alla narrazione senza la fretta di capire dove la storia voglia andare a parare, riguarda tutti. È forse questo il fine ultimo, la meta a cui tende la nuova pièce scritta e interpretata dal talentuoso Fausto Paravidino, in scena in questi giorni al Teatro Comunale di Bolzano. Nel suo nuovo romanzo teatrale ("Il senso della vita di Emma" scritto per il Teatro Stabile di Bolzano, il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento e il Coordinamento Teatrale Trentino), Fausto Paravidino accompagna per mano il pubblico all'interno di una storia tanto intricata quanto corale. Come detto, non c'è solo Emma, che pure apparirà sul finale. Sono diversi i personaggi che si muovono sulla scena, a partire dallo stesso Paravidino che interpreta il padre. Al suo fianco la mamma, una coppia di amici di famiglia, il fratello e la sorella di Emma, un parroco, la vicina di casa... quel microcosmo che gravita attorno alla vita di una persona e che ne condiziona l'esistenza. Il merito più grande che va riconosciuto all'attore-regista è quello di essere riuscito a caratterizzare in maniera magistrale ogni singolo personaggio, a delinearne gli aspetti peculiari. Quei tratti che rimangono marcati nonostante il passare dei decenni che conduce ai giorni nostri. Antonietta (la mamma di Emma) rifugge da aspettative troppo ambiziose; Carlo (il papà di Emma) continua ad abbracciare vecchi ideali politici, la coppia formata da Clara e Giorgio si conferma destinata a essere infelice con Giorgio che mantiene negli anni quell'atteggiamento remissivo e la consapevolezza di essere "una seconda scelta". Poi ci sono i fratelli di Emma, Marco e Giulia, così diversi tra loro a contendersi in maniera diametralmente opposta le attenzioni dei genitori. Solo infine facciamo la conoscenza di Emma, una bambina prima introversa che non vuole parlare poi un'adolescente caparbia alle prese con la politica, l'ecologia, le lotte di protesta. E, come tutti noi, a volte persa e sbandata nel tentativo di ricercare se stessa e il senso della sua esistenza. É uno spettacolo lungo, ma gli spettatori si ritrovano in questa intelligente commedia umana che sul finale salutano con un grande plauso.


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