11/09/2017 - 12:25pm      12:25

Tu sei qui

LA STORIA DEL TRENTO FILM FESTIVAL IN 65 ANNI DI MANIFESTI


redazione-it
0

152

0

1
Italiano

Si inaugura domani (alle 18,30) a Palazzo Roccabruna a Trento la mostra “I manifesti del Trento Film Festival dal 1952 al 2017” in collaborazione con le Camere di Commercio di Trento e Bolzano. La mostra farà poi tappa a Bolzano a Palazzo Mercantile a partire dal 9 febbraio e fino al l 17 marzo 2018.

«Questa mostra – ha spiegato il presidente del festival Roberto De Martin – racconta 65 anni di storia del festival, durante la quale grandi artisti hanno riassunto ciò che voleva esprimere ogni edizione della rassegna con grafiche e illustrazioni che costituiscono delle vere e proprie opere d’arte che, ancora oggi, continuano a rappresentare il primo atto con il quale la manifestazione si presenta al suo pubblico. Il catalogo, in tre lingue, nel quale sono stati raccolti tutti i manifesti costituisce una sorta di “libro di vetta”, con le firme dei grandi artisti che hanno lasciato il segno del loro passaggio e che ognuno di noi raggiunta la meta legge, aggiungendo una propria testimonianza».

«Da decenni ormai, attraverso le pellicole del Trento Film Festival – hanno evidenziato Giovanni Bort e Michl Ebner - la montagna ci viene narrata con immagini tanto sorprendenti quanto realistiche che ci hanno regalato emozioni e hanno spesso ricondotto a un senso profondo di appartenenza e responsabilità. Abbiamo la fortuna di vivere in un angolo di Terra straordinario che custodisce paesaggi irripetibili e coltiva tradizioni affascinanti, ma per capirne l’importanza dobbiamo aprirci a una cultura che mantenga vivo in noi il legame con il nostro territorio per incrementarne lo sviluppo e crediamo che occasioni come questa che ci offre il Trento Film Festival siano preziose e illuminanti».

La mostra è stata curata da Roberto Festi, architetto, autore di numerosi studi storico-artistici, molti dei quali dedicati alla grafica pubblicitaria, all’illustrazione e al fumetto, pubblicati come cataloghi di mostre. Il primo grande impatto venne dallo Studio Rumor (Ugo Busarello) nel 1958, con le montagne trasformate in lingue futuriste, di rosso e di nero, di fuochi e precipizi. Così come si rimane letteralmente affascinati dal più recente grande "trio" che riassume quasi tutti i messaggi del Trento Film Festival: “La felicità di boschi e rocce (Bernardo Carvalho), le preghiere al vento che uniscono fedi e nazioni, rilanciando vecchi oggetti smarriti e pensieri dimenticati (Michele Tranquillini), il labirinto di oggi (Guido Scarabattolo), che la montagna può però sgarbugliare.


Sponsored ads


Search

Form di ricerca


Ultime Notizie


Latest Tweets