11/08/2017 - 11:00am      11:00

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LUCA BARBAROSSA: MUSICA, PAROLE E UN'OVAZIONE AL CRISTALLO


Ritratto di Mavi
Mavi
0

294

0

1
4.03
Overall rating
Musica
3.7
Allestimento
3.2
Pubblico
4.5
Atmosfera
4.7
Italiano

«È un piacere essere qui». Poche battute, il sipario svelato sulla formazione pronta ad esibirsi e subito parte l'attacco di "Roma spogliata". Luca Barbarossa si presenta sul palco del Teatro Cristallo di Bolzano con la sua aria ordinata e il carisma di un fine intrattenitore. Ospite della rassegna "Racconti di Musica" è accompagnato da due vecchi amici: Bebbe Basile alle percussioni e Mario Amici alla chitarra e alle armoniche. Una formazione minimal ma che riesce a coinvolgere già dalle prime note gli spettatori del Cristallo, abituati alla serie di concerti in acustica nell'atmosfera intima e raccolta del teatro.
Spiritoso ma senza mai eccedere, Barbarossa sa come conquistarsi i favori del suo pubblico. Un aneddoto, una battuta, un motivo ricorrente: «Questa è l'unica tappa italiana del mio tour mondiale». Ed ecco che tra un brano e l'altro tutta l'ironia della romanità verace la fa da padrona. Non mancano gli omaggi a Bolzano e al “grande patrimonio” delle Dolomiti. «È la prima volta che vengo qui senza scarponi e tute da sci». E ancora: «Da giovane facevo le discese sulla neve, adesso ho scoperto le salite e l'arrampicata. Pensate la vecchiaia che scherzi che fa!». Il pubblico applaude, si diverte, non si risparmia nel gridare un “bravo!” a fine canzone.
Ci sono i più preparati che sussurrano le parole a memoria di “L'amore rubato”. Chi tiene il tempo sulle note di “Yuppies”, la colonna sonora della Milano da Bere. Si susseguono senza sosta aneddoti e canzoni che hanno segnato la sua carriera artistica. Non mancano le dediche al cuore di Roma. È con “Via Margutta” che Barbarossa introduce ad un'atmosfera di vicoli, terrazze panoramiche e artisti all'opera. E racconta di come sotto lo stesso cielo possono accadere eventi molto diversi: i ricordi di suo nonno e di lui bambino che giocava con la palla lasciano il posto alle storie tragiche delle deportazioni e ai pittori attivi durante la Resistenza partigiana. Poi una serenata per addolcire gli animi: “Notte della dorcezza”, una dedica a tutti gli innamorati presa in prestito da Romolo Balzani. E ancora un'altra terrazza panoramica che ritorna tra i versi di “Via delle storie infinite”, un brano coinvolgente al quale Barbarossa ammette di essere particolarmente legato; conosciuto da «chi ha avuto la pazienza e l'affetto di seguirmi negli anni». La serata non può finire senza “Portami a ballare”. Ed è solo uno dei regali che il cantautore romano fa ai suoi fan sul gran finale.


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